VICARI

Vicari - Panorama

Vicari  è una  cittadina che dista  52  chilometri da Palermo ed è situata  a  700 metri  sul  livello del  mare, nella collina che domina la valle del fiume San Leonardo, uno dei principali bacini della Sicilia nord-occidentale. Imponente è la mole del castello, fatto ricostruire nel XIV secolo dalla famiglia Chiaramonte, i cui ruderi sono ancora visibili. Il nome  Vicari lo si fa derivare dal latino Vicora che significa "villaggio". Altri nomi riportati in documenti in latino e greco sono: Vicaris; Biccaris; Biccara; Bika; Boikos; che riportati al nostro idioma italiano per lo storico Amari significano "vaccaro", sicuramente l'attività principale di quelle genti tra il VII e il IX secolo, periodo in cui fu costruito il primo centro abitato.

 

 

Vicari esisteva già forse come casale nel periodo classico. comunque il primo a citarla nella sua opera fu il geografo arabo Edrisi. Nel 1077 il conte Ruggero d'Altavilla costruisce il castello in una posizione strategica e vi risiede. Presso lo stesso castello, si narra, trovò rifugio Giovanni di Saint-Remy, giustiziere di Carlo I° d'Angiò, durante i moti dei Vespri del 1282. La città, risulta fondata tra il  VII e il IX secolo durante la dominazione araba ("La Cuba", edicola con cupoletta araba, a protezione della fonte di acqua potabile è di questo periodo), dopo è stata abitata da gruppi di Lombardi. Il territorio di Vicari fu quasi sempre di dominio feudale, verso il XIV secolo appartenne alla celebre famiglia Chiaramonte, alla quale nel 1338 fu tolto dal re Pietro II d'Aragona per darlo a Francesco Valguarnera e da questi, in una tormentata ed ininterrotta serie di passaggi. Nel 1408 Simone Valguarnera vendette Vicari a Giliberto di Telamanca; questi la vendette nel 1450 a Federico Ventimiglia, barone di Monforte, ma dopo qualche tempo la riscattò per cederla poi a Pietro Del Campo. Dopo Vicari fu posseduta dalla casa Gaetani di Calatabiano, che nel 1499 la vendette a Giacomo Alliata, signore di Castellammare del Golfo. Nel 1500 fu riscattata da Arrigo Squillaci. Giovanni Luigi, figlio di Arrigo, la cedette a Salvatore Bardi, barone di Sambuca. Nel XVI secolo passò in dote a Francesco Del Bosco, Barone di Baida. La casata dei Del Bosco la possedettero fino al 1722, anno nel quale passò alla casata dei Bonanno, Principi di Roccafiorita, che la possedettero sino agli ultimi tempi del feudalesimo. Con i primi dell'800 si conclude la dinastia dei Bosco-Bonanno, che per quasi due secoli avevano retto Vicari elevandola a Contea. In questo periodo Vicari diventa comune ed è annessa alla provincia di Palermo.

Cuba araba

Castello - particolare

Campanile Chiesa Madre

Sopra il Ferro

San Giorgio

...Guardando anche da lontano Vicari, si percepisce che quello doveva essere un punto strategico, un caposaldo nella difesa dell'intero territorio. Difatti gli arabi erano maestri nell'individuare costoni rocciosi inespugnabili e in posizione di dominio di ampi territori. Ma in passato anche altre genti erano solite insediarsi in luoghi dove la difesa era massima, dove era presente l'acqua, dove vi erano aree adeguate allo sfruttamento agricolo e all'allevamento, oltre alla facilità di recuperare i  materiali da costruzione (roccia calcarea facilmente sfaldabile).  Vicari, che domina la valle del San Leonardo proprio dove gli affluenti Azzirolo e Mendola affluiscono (la cosiddetta Pianotta di Vicari), ha avuto per queste motivazioni una lunga storia di insediamenti umani.
Dopo varie vicissitudini e emigrazioni di massa oggi il paese conta circa tremilatrecento abitanti per lo più dedite all'agricoltura (grano, uva, olive e mandorle) e all'artigianato (lavorazione del legno). Per quanto concerne le tradizioni, da non perdere la "Sagra del Mandorlo in Fiore" (Vicari è stato il maggiore produttore di mandorle della provincia di Palermo) e i riti legati alla "Settimana Santa". La base della tradizione gastronomica locale è legata alla trasformazione dei prodotti coltivati in loco. Tra le tante ricette dell'arte culinaria vicarese, quasi sempre legata alle principali ricorrenze e festività, ricordiamo i "Passavolanti" (dolci schiacciati a base di mandorle), i "Cucciddati" (biscotti ripieni con fichi secchi o pasta di mandorle), le olive "Cunzate" (olive condite) e le marmellate di fichi e cotogne. Tra le tante cose da vedere e riscoprire segnaliamo il Museo Etno - Antropologico "Il Baglio" dove è allestita una mostra permanente di attrezzi del passato utilizzati per i lavori che si svolgevano nel posto  e di oggetti usati dalla gente di Vicari nella vita di ogni giorno.

 

Chiesa Madre di Vicari

LA CHIESA MADRE DI VICARI E GLI ALTRI TESORI

Uno dei principali gioielli dell'Arte Vicarese è la Chiesa Madre. Consacrata a San Giorgio, è di origine normanna, più tardi venne riedificata con lineamenti in stile barocco. L'interno presenta una struttura a tre navate ben conservate. Tra i dipinti a corredo della chiesa una tela raffigurante "L'Estasi di santa Rosalia" dipinto da Pietro Novelli detto il monrealese; una tela della "Immacolata Concezione" di Vincenzo La Barbera entrambe le opere degli inizi del 1600. Di Antonello Gagini (1478 -1536) è l'opera "Crocifissione, Risurrezione e Santi" un retablo marmoreo posto nella cappella sopra il fonte battesimale. Attualmente non fruibili dal pubblico, in quanto inseriti in interminabili restauri o in procinto di crollare, alcune chiese e il loro patrimonio artistico come: la Chiesa di san Marco della prima metà del 1500, la chiesa di san Francesco del 1700.

 

Stemma del Comune di Vicari

SCRITTI  SU  VICARI

1.   "I Viaggi del Sabato Santo a Vicari" di Maria Antonina Rubino ( © 2003 - Web)

 


Testi e Foto di Salvatore Rallo                             

Tutti i diritti riservati                                           

In caso di utilizzo citare la fonte e comunicarlo

Essere presenti nelle nostre pagine web significa far individuare la vostra azienda, i vostri prodotti, farvi conoscere da chiunque nel mondo! Contattateci via e-mail perché oggi non è necessario essere degli esperti di Internet per utilizzare questo nuovo sistema di pubblicità diretta, tutta vantaggi per la vostra attività e di sicuro successo. Contattaci...

 

 

radiostudiocentro@email.it