MEZZOJUSO

Mezzojuso - Panorama

Mezzojuso sorge in una zona collinare interna, posta a 550 metri sopra il livello del mare e dista  41 chilometri da Palermo. La cittadina si trova nel cuore della provincia di Palermo, adagiata sulla boscosa collina della Brinja, sul declivio orientale della maestosa Rocca Busambra, ed è al centro di vasti campi di grano e boschi di castagni.  A Mezzojuso vi è la presenza di due Chiese legate una al rito latino e l’altra al rito greco. Rilevante è il Cenobio Basiliano che diede alla cittadina l'appellativo di "Atene delle colonie albanesi siciliane" e che è la sede di un noto laboratorio di restauro dei libri antichi.

 

Mezzojuso è adagiato sulla boscosa collina della Brinja (Brigna), ad oriente della Rocca Busambra. Il paese nacque accanto ad un importante nodo stradale, in un luogo di sosta e di ristoro in cui non mancava la vegetazione e l'acqua, diviene villaggio, in arabo Manzil. Il proprietario si chiama Yûsuf. Nasce così il Manzil Yûsuf, villaggio di Giuseppe, ovvero, come narra la legenda, de l'Emiro della Sicilia Yûsuf-Ibd-Abd-Allah. Da Manzil Yûsuf prende nome il feudo che Re Ruggero II, scacciati i Saraceni, dona, intorno al 1132, al Monastero di San Giovanni degli Eremiti di Palermo. Il nome del villaggio Manzil Yûsuf, dopo molte variazioni linguistiche, diventa l'odierno Mezzojuso. Dopo questo periodo non si ha più notizia del luogo sino alla fine del XV sec., quando i primi Albanesi vi si stabilirono. Nel 1490, un nucleo di 1200 Albanesi, profughi fuggiti dall'avanzata turca, si trasferirono a Mezzojuso e saranno loro a far risorgere nuovamente la cittadina. Nel 1501, gli Albanesi si stabilizzarono e si ebbe il modo di ripopolare il villaggio e bonificare l’intero feudo. Nel 1527, il nobile pisano Giovanni Corvino dei duchi di Villavaga, ottiene in enfiteusi il feudo di Mezzojuso, che diventa baronia.  Nel 1587, passa a don Blasco Isfar Coriglies. Nel 1619 a Don Giuseppe Groppo Scotto, viene eletto a Marchesato, infine, nel 1639, don Blasco Corvino Sabea viene elevato alla dignità di Principe di Mezzojuso. La condizione di feudo si estinguerà con la morte di don Francesco Paolo Corvino Filingeri nel 1832.  Mezzojuso fu tra i principali centri che organizzarono la rivolta contro i Borboni (1848-1860). Nel 1862, dal 2 al 4 agosto, a Mezzojuso soggiornò Garibaldi, il resto è storia recente.

Chiesa Madre

 

Chiesa di Mezzojuso

 

A Mezzojuso ci sono due Chiese Madri: una Chiesa d'origine normanna dove si celebra col rito latino ed intitolata all'Annunziata e la cinquecentesca Chiesa intitolata a S. Nicolo' dove si celebra col rito greco. La Chiesa Madrice latina dell'Annunziata, fu edificata nel 1572 e ampliata successivamente, mantenendo le linee architettoniche. E' a croce latina con tre navate scandite da pilastri che sorreggono archi. All’interno vi sono pregiate tele, una raffigurante l'Annunciazione (Burgio) e sei cappelle decorate con stucchi dell'800.  Numerose sono le sculture lignee tra le tante la Sacra Famiglia (ignoto di scuola siciliana sec. XIX) e la Madonna Addolorata di argento sbalzato (1702).  La Chiesa Madrice greca di San Nicola, risale agli inizi del '500. E’ fornita di iconostasi e vi si trovano icone bizantine del XVI sec., un Crocifisso d'avorio su croce d'ebano del XVII sec., una Theotokos del XIII sec. e una crocetta athonita di legno finemente intagliata. Altro importante tempio è la Chiesa Santa Maria delle Grazie, concessa agli Albanesi nel XV sec., in essa si officia secondo il rito bizantino-greco. Con iconostasi, contenente icone bizantine del XVI sec., vi si trovano inoltre una Platytèra di origine cretese o cipriota; una crocetta athonita di bosso finemente scolpita (XV sec.) e il mausoleo del nobile Andrea Reres. Annesso alla chiesa vi è un convento, il Cenobio Basiliano, in cui ha sede un laboratorio di restauro dei libri antichi. Ricca è la biblioteca con rari codici greci e pregevoli cinquecentine.

 

Mastro di Campo

IL  MASTRO  DI  CAMPO

Una manifestazione del Carnevale in Sicilia è il Mastro di Campo, che si svolge l'ultima domenica di Carnevale a Mezzojuso. Si tratta di una pantomima, rappresentata sin dal XVII secolo, che inizia con una breve sfilata della coppia reale seguita dal maestro delle cerimonie e dei vari dignitari della corte.                Poi arriva il Mastro di Campo, ovvero un cavaliere innamorato della regina che indossa una maschera rossa e comincia a fare varie evoluzioni sul suo cavallo. Il cavaliere, con modi farseschi, si cimenta nell'impresa della conquista della regina che, nel suo castello, partecipa con la corte ad una festa danzante.  Il Mastro di Campo, in questa impresa, è aiutato da fedeli consiglieri che lo aiutano a decidere quale strategia adottare per sedurre l’amata.

 

Stemma del Comune di Mezzojuso

SCRITTI  SU  MEZZOJUSO

1.  "Eco della Brigna" - Gennaio 2004

 


Testi e Foto di Salvatore Rallo                             

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