BAUCINA 

Baucina - Panorama

Baucina sorge in una zona collinare interna premontana, posta a 600 metri sopra il livello del mare e dista  35 chilometri da Palermo. La cittadina è adagiata sulle pendici del Monte Cane che con i 1.256 metri sul l. m. di Pizzo Trigna è uno dei principali rilievi della zona.  Il territorio è molto variegato; nei boschi di querce e di castagni che ricoprono alcune aree di alta collina vi è la presenza di fauna selvatica. Di particolare interesse paesaggistico è la presenza della "Formazione Baucina", una formazione geologica del periodo Terziario, i cui sedimenti sono ricchi di fossili di gasteropodi, coralli e alghe che testimoniano  la presenza del mare e di una vasta scogliera corallina in epoca preistorica.

 

Da "Storia dei Feudi e dei titoli Nobiliari in Sicilia" vol. I Avv. Francesco San Martino De Spuches: "Il Re Filippo IV concesse a Don Mariano Migliaccio Conti, Marchese di Montemaggiore, suoi eredi e successori il titolo di Principe sulla terra nominata di Baucina, (questa terra è situata in Val di Mazzara, fu venduta alla famiglia Migliaccio di Firenze dal grande Ospedale di Palermo). E’ posta tra Termini Imerese e Ciminna, erigendo la stessa terra in principato. Il diploma li dato a Madrid a 26 ottobre 1626 e 411 esecutorio nel Regno a 20 gennaio 1627 (Conserv. libro mercedes, anno 1626-1627, foglio 356 retro). Questi avea ottenuto il territorio e castello suddetto esistente in Val di Mazzara per donazione fattagli da sua madre Donna Lucrezia Conti e Ferro, Baronessa ereditiera di Casalbianco figlia del primo letto di Stefano Conte e di Girolama Ferro e moglie di Gerardo Migliaccio Bologna Marchese di Montemaggiore. Il detto Marchese di Montemaggiore Mariano Migliaccio offrì alla Regia Corte onze 600 ed in base a tale offerta aveva chiesto ed ottenuto dal Governo a mezzo del Tribunale del Regio Patrimonio addì 8 luglio 1624 la licenza di fabbricare il detto territorio e castello di Baucina sopra i quali gli fu accordato il mero e misto impero (Conserv. libro mercedes, anno 1623-24, f. 476). Sposò Violante Marullo Notarbartolo di Tommaso, segreto della città di Palermo; dotali in Not. Cesare Luparello di Palermo 17 febbraio 1617.
Il matrimonio fu celebrato nella cattedrale di Palermo il 13 aprile 1617, da esso risulta che Ella era vedova di Mauriquez de Casa. Il P. Mariano fu Deputato del Regno nel 1645 e Pretore della città di Palermo noi 1635-41-45 Il testamento di lui è agli atti di Not. Antonio Brancato (li Palermo in data 17 settembre 1647)".
Dalla famiglia Migliaccio il titolo di principe passava poi alla famiglia Termini e da questa al Dott. Biagio Licata di Baucina. I Licata, ereditarono il titolo dalla discendenza dei Migliaccio, ma dal ramo femminile.
Il Barone Francesco Calderone acquistò dai Licata di Baucina per 90.000 scudi nel 1759 il feudo di Baucina, vi costruì la Chiesa Madre (1764) e diede l'attuale assetto urbanistico al Paese.
Il Collegio di Maria fu fondato da Padre Francesco Camerata di Ciminna nel 1726. Nel 1789 Don Francesco Fiumefreddo ottenne dalla Santa Sede le spoglie di una Santa Martire morta durante la persecuzione dei Cristiani sotto l'impero di Diocleziano. Il 14 febbraio del 1790 il Sacro Corpo di Santa Fortunata fu trasferito da Roma a Baucina e posto nella chiesa del Collegio.
Nel 1653 si contavano già 95 case e 368 abitanti. Essi aumentarono sempre più; infatti nel censimento del 1714 risultavano n. 1.285, in quello del 1748 n. 1.674 e nel 1798 n. 2.204.

 

Chiesa Madre di Baucina

 

 

Il passato di Baucina è antichissimo, i recenti scavi archeologici che hanno riportato alla luce tombe risalenti al VI e V secolo avanti Cristo, con suppellettili, ceramiche e vari resti umani, lo testimoniano.  Nella valle, l’economia che si è sviluppata è prevalentemente di tipo agricolo e zootecnico. Il territorio bello e incontaminato è variegato, le "montagne dalle rosse rocce", ultime propaggini delle Madonie,  pizzo Cane, pizzo Trigna, la grotta del Leone con la sorgente sotterranea, sono alcune delle emergenze paesaggistiche presenti.

Tra la manifestazioni folkloriche, invece, la più antica è "A fumata di li torci". Essa affonda le sue radici nel culto pagano di Cerere o Demetra, dea delle messi; ed è un rito propiziatorio primaverile e un rito di ringraziamento estivo. Infatti i due riti avvenivano per l'equinozio di primavera, il primo, ed il secondo per il solstizio d'estate. Nella civiltà contadina, questi riti sono stati inglobati con manifestazioni di fede popolare nei riti cristiani, per cui questa manifestazione avviene per il Santissimo Crocifisso e per il Corpus Domini. I veri protagonisti del giro della torcia sono i muli ed i cavalli che girano per il centro del paese in un corteo, composto da cavalieri, che portano le torce (bastoni addobbati con fiori di carta, realizzati artigianalmente) e da due rètine (due batterie di sei muli), guidati da un mulo cavalcato da un cavaliere che lancia sulla folla vari dolciumi.

Per la festa di Santa Fortunata poi, il paese si trasforma completamente. Suggestiva è la processione della "vara" contenente le sacre spoglie di Santa Fortunata, alla quale assistono migliaia di persone che interpretano i vari movimenti della "vara" come dei messaggi che la Santa invia ai suoi fedeli. La tradizione orale ci racconta di come Santa Fortunata arrivò a Baucina. Si racconta che circa due secoli fa, la Santa venne in sonno, per tre notti di seguito, alla madre superiora Suor Maria Sclafani da Ciminna e contemporaneamente al vicario del Collegio di Maria di Baucina, Reverendo don Alfio Caruso da Mascalucia. Nel sogno la Santa chiedeva di essere custodita e venerata nella chiesetta del collegio di Maria ed onorata e pregata dal popolo di Baucina. Si tramanda ancora che i due religiosi dopo essersi vicendevolmente raccontati l'accaduto si rivolsero alle autorità ecclesiastiche e precisamente al parroco, l’Arciprete don Francesco Fiumefreddo, che si premurò ad inviare un'istanza al Pontefice Papa Pio VI onde richiedere l'invio a Baucina delle reliquie. Il corpo di Santa Fortunata fu affidato ai Baucinesi che lo accolsero con grandiosi festeggiamenti il 14 febbraio 1790. Il primo miracolo per intercessione di Santa Fortunata avvenne nella stessa giornata del 14 febbraio 1790, durante la solenne processione per l’arrivo del Sacro Corpo a Baucina, il baucinese mastro Nicasio Zingari di anni 90 circa beneficiò di una guarigione.

 

Santa Fortunata - Reliquia

 SANTA FORTUNATA

Santa Fortunata, dall'unico atto ufficiale del Vaticano esistente, la cosiddetta "autentica",  ci viene presentata come una giovane fanciulla convertita al cristianesimo, vissuta a Palestrina vicino Roma intorno al 200 D.C.  Scampò molte volte al martirio, ma catturata dalle milizie romane mentre si recava a Roma, li fu martirizzata. Dapprima fu condannata ad essere bruciata viva, ma le fiamme neanche la sfiorarono, mentre incenerirono i suoi carnefici; fu data in pasto alle fiere, ma queste ultime la risparmiarono. Allora, fu segata viva, ma le taglienti lame non scalfirono neppure le sue vesti. Infine fu condannata ad essere pugnalata sulla nuca e solo così trovò la gloria eterna. Successivamente il Suo corpo ed una garza imbevuta nel Suo sangue veniva ricomposto nelle catacombe di Santa Ciriaca in Roma. Li rimase fino al 29 Gennaio 1790, quando il Card. Saverio Cristiani,  inviava, collocate in una cassetta lignea le Sacre Reliquie in un paesetto della Sicilia chiamato Baucina.

 

Stemma del Comune di Baucina

SCRITTI  SU  BAUCINA

 

 


Testi e Foto di Salvatore Rallo                             

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